"Castita"

  • Posted on:  Friday, 26 August 2016 13:30

“Castità”

Mi piacciono le tue tettine sode

e prepotenti,

che avanzano danzando,

velate dalla camicetta,

scientificamente slacciata,

e quei due piccoli capezzoli

duri e sicuri,

cecchini spietati del Mondo.

Adoro quell’occhiata tagliente

da sgualdrinella sapiente,

che sa

come organizzarmi i desideri.

E mentre annuso

e respiro affamato

l’aria che passa attraverso le tue cosce accaldate,

sento sulla punta della mia lingua inebetita

il sapore dolciastro e persistente

dell’ illusoria,

tua  

devozione.

Ecco il mio destino appiccicato

alle tue mutandine,

leggermente bagnate,

non per me,

ma dall’afa insistente.

Bacio la tua bocca

condita con mille sapori

di vite rubate precedenti.

Nemmeno quando ti accarezzo la pelle

liscia e vetrosa

che sale e poi scende

millimetrica

sul tuo fondo schiena

sei mia.

Mi restano incisi gli odori

acri e forti

i sapori misti e stranieri

la certezza che sei un porto

dove come altri sono arrivato

e quindi affogato.